Munch: il grido interiore

Nella giornata del 13 Febbraio 2025 le classi quarte dell’indirizzo di Scienze Umane hanno avuto la possibilità di visitare a Roma presso Palazzo Bonaparte la mostra di Munch: il grido interiore.

Grazie a quest’esperienza abbiamo avuto l’opportunità di osservare da vicino più di 100 opere d’arte realizzate da Edvard Munch, provenienti direttamente dal Munch Museum di Oslo.

È stata sicuramente una giornata che ha lasciato un segno nella memoria di ognuno di noi, non capita tutti i giorni di poter osservare la bellezza che Munch è riuscito a catturare nel suo lavoro.

Ci siamo immersi nella sua arte e grazie ad essa anche nelle sue emozioni, d’altronde Munch non è mai stato un pittore che si limitava a rappresentare la realtà, ma un artista che cercava di entrare nell’animo umano rappresentandone tutti i suoi tratti.

Anche noi, camminando tra le tele, abbiamo potuto provare forti sensazioni e successivamente, confrontandoci tra noi, ci siamo accorti di come ognuno avesse interpretato diversamente le varie opere.

C’è chi osservando il bacio ha pensato ad un addio e chi invece pensava che i due soggetti rappresentati si trovassero in una gabbia, in cui l’unica soluzione per scappare era unirsi l’uno all’altro. Chi di fronte a vampiro, prima di leggere il titolo dato a questo quadro, pensava che la donna stesse consolando l’uomo. Chi guardando madonna si è chiesto cosa avesse potuto provare la donna raffigurata. Chi in disperazione ha visto nostalgia, chi timore, chi desolazione. Insomma, la verità è che non esiste risposta giusta né esiste risposta sbagliata, poiché Munch ci lascia libera interpretazione.

Spesso le sue opere risultano incomplete, forse siamo noi a doverle completare con la nostra immaginazione? 

Maria Lambertucci , Erika Lambiase